L'Organizzazione Mondiale della Sanità, definisce il Couselling come un processo mirato, limitato nel tempo e specifico.

 

Il termine Counseling si riconduce al latino "consulo" che significa avere cura di, venire in aiuto in momenti di diffficoltà per comprendere, favorire la consapevolezza aiutando nella risoluzione del problema.

Rivolgersi a un counselor può essere utile a favorire il superamento di momenti delicati o di disagio, legati a una situazione di solitudine, ansia o un avvenimento specifico  come trasferimenti, cambi di lavoro o ancora a una fase di cambiamento evolutivo  quale adolescenza, gravidanza, menopausa o di vita come separazioni, lutti. 

Il counseling non è una terapia, ma un aiuto efficace nella ricerca di un nuovo equilibrio, che permette di conseguire più consapevolezza di sé e delle proprie risorse.

 

Attraverso la definizione  di problemi, il Counselor affianca la persona in una serie di colloqui che andranno a delinearsi come un percorso breve ma estremamente valido, legato al qui e ora, per rafforzarne le proprie capacità.

 

Attraverso il dialogo, aiuta la persona a risolvere o a gestire i problemi.

Riuscire a sviluppare al massimo le risorse possibili e l’autonomia personale.

Essere liberi vuol dire prima di tutto, conoscere se stessi, i propri limiti, i propri pregi.

Lo strumento counselling costituisce una pratica centrata sulle competenze, più che sulle deficienze e carenze.

E’ una pratica basata sulla fiducia e sull’idea che gli individui e i gruppi hanno al proprio interno le risorse per crescere, produrre cambiamenti e trasformare situazioni problematiche.

Il concetto stesso di “problema come risorsa”, motore del cambiamento assume una connotazione utile e costruttiva.

E’ una pratica breve: a tutti nella vita accade di aver bisogno di una mano per uscire da un momento di criticità, di fatica dove il confronto con una persona esterna può essere di aiuto per produrre cambiamento.