Il “Training Autogeno” è metodo di auto-rilassamento che nasce attorno al 1920, ad opera di J. H. Schultz (Gottinga, 20 giugno 1884Berlino, 19 settembre 1970), psichiatra e psicoterapeuta tedesco.

ll T. A.  investe vari settori: la “normale” vita quotidiana (in merito al riposo, l’autodistensione, il miglioramento delle prestazioni), la medicina (autoregolazione delle funzioni corporee normalmente “involontarie” e l’eliminazione di dolori derivanti da stress o tensioni) e la psicologia (l’autodeterminazione, l’autocritica, l’autocontrollo tramite l’introspezione).

Già nel titolo dell’opera standard troviamo questa definizione: “Il trainig autogeno: autodistensione da concentrazione psichica”(occorre differenziarlo da altri processi affini quali l’ipnosi e il sonno).

Può apparire strano che, all’interno della pratica del T. A., vi sia spazio solo per la “distensione” dato che la sfera del vivente è caratterizzata dall’alternarsi continuo di tensione e distensione. La risposta la troviamo nella conclusione del quaderno delle esercitazioni di Schultz: “La vita richiede polarità; applicato al nostro materiale: alto grado di tensione per la realtà e la combattività da una parte, profonda distensione, sgorgante dall’interno, dall’altra”.

Alcuni esercizi del T. A. hanno per scopo la riscoperta di capacità che sono andate perse durante la nostra evoluzione filogenetica. Ogni animale, se non è deformato dall’addomesticazione, è in grado di distendersi completamente; può addormentarsi senza difficoltà, appena ne sente la necessità; nell’animale l’integrazione autonoma di tutte le funzioni si svolge senza problemi. Con l’acquisizione della coscienza e dell’intelletto riflettente l’uomo ha perso delle capacità, che può riacquistare solo a gran fatica con l’esercizio. L’educazione per esempio fa perdere al bambino la naturale capacità di distendersi senza difficoltà (come i cani e i gatti).

 

Una caratteristica basilare del T. A. è la “ripetizione sistematica”: tramite la ripetizione si sommano i rinforzi dei singoli atti di apprendimento. Poi vi sarà una propria rielaborazione personale.

Il T. A. possiamo considerarlo figlio legittimo dell’ ipnosi (ancora oggi viene indicato da alcuni autori come “autoipnosi”) Tutti i cambiamenti somatici e psichici che possono essere provocati dall’ipnosi, possono essere raggiunti anche dal T. A.; ambedue i procedimenti utilizzano mezzi simili. Nell’ipnosi i cambiamenti avvengono tramite un fattore esterno, cioè un’ altra persona: si tratta quindi di un effetto eterogeno, nel T. A. avviene invece un auto-influenzamento.